Borgo di Cusercoli in provincia di Forlì

Biodiversità, Elemento terrestre

21 Novembre 2023

Introduzione alla biodiversità della valle del Ronco-Bidente.

Questa piccola zona della Romagna è caratterizzata da una forte varietà paesaggistica determinata dai caratteri geologici e da ecosistemi che agricoltura meccanizzata, insediamenti e infrastrutture non hanno ancora devastato e banalizzato.

È bello notare come, allontanandosi dalla costa per salire verso il crinale appenninico, il paesaggio muti. Le diverse condizioni climatiche e le caratteristiche diverse del terreno fanno sì che le piante che popolano il territorio cambino. Se si osserva ancora più da vicino ci si accorge che anche la fauna cambia a seconda del luogo.

In pianura l’impatto dell’uomo è lampante: è da molto tempo che occupiamo questi spazi in maniera sempre più ingombrante e la natura è stata messa in secondo piano. Nonostante tutto, se cerchiamo di allenare lo sguardo, ai margini delle strade e dei campi vediamo querce, pioppi e aceri testimoni dell’antica e originaria copertura arborea. Le rare siepi che contornano i campi a lato delle strade sono gelsi, un tempo indispensabili per l’economia agreste e la sericoltura. I boschi che si possono trovare vicino alle casse di espansione sono ben sviluppati e le alte chiome degli alberi attirano alcune specie di airone per la nidificazione. 

In collina alberi e arbusti occupano i versanti più ripidi, mentre nelle stradine tra i poderi si notano le siepi. Ci sono resti di boschi conosciuti sin dall’antichità come quello di Farrazzano e quello di Scardavilla, dove il suolo povero di calcio ha favorito lo sviluppo di fauna e flora particolari. Spesso, al pascolo al confine con la pianura, si può vedere il capriolo.

Nella parte più alta della vallata troviamo foreste che si differenziano a seconda dell’origine e dell’uso: cedue invecchiate di faggio dove una volta si produceva carbonella; foreste cedue matricinate (tecnica di selvicoltura per gestire il rinnovo delle piante nei boschi), castagneti da frutto, ma anche abetine di antica data. E poi boschi di conifere, frutto dei rimboschimenti fatti a partire dagli anni ’50 che hanno reso l’appennino forlivese uno dei più verdi della regione. Non è un caso che proprio nella parte più elevata del bacino del Bidente sia stata istituita la prima riserva naturale integrale d’Italia. Qui vivono non solo animali imponenti e iconici, come il cervo, ma anche specie poco appariscenti, ma di grandissimo interesse, come il Picchio Nero o la Salamandrina dagli occhiali.

Scritto da: Federico Montanari