Erica arborea

Biodiversità, Elemento terrestre

23 Novembre 2023

Terreni ferrettizzati: cosa sono e dove si trovano?

Lungo la valle del Bidente e del Ronco si possono trovare luoghi naturali che appartengono ad altre epoche e che osservando con occhio attento ci danno modo di vedere dettagli del passato, di viaggiare nel tempo. Sapendo dove guardare si possono vedere le conseguenze del passaggio del fiume: cosa ha creato e cosa ha lasciato nel corso di centinaia di migliaia di anni. Impara a riconoscere i segnali leggendo questo articolo!

I terrazzamenti fluviali

Tra il letto del fiume Ronco, presso Magliano, e Scardavilla sono presenti ben quattro, più o meno antichi, terrazzamenti fluviali. Si vedono meglio guardando sulla sinistra idrografica della valle, dal più alto al più basso troviamo: Scardavilla, Farazzano, Monda e l’ultimo rialzamento prossimo all’alveo attuale.

Nascono come conseguenza del passaggio di antichi fiumi che nel corso del tempo hanno portato diversi detriti:

  • fini: come limo e argille
  • grossolani: come sabbie, ghiaie e ciottoli

e poi eroso il piano appena formato, scavando così nuovi letti. Oggi i terrazzi fluviali si presentano come ripiani, posti a diverse altezze, che rappresentano dunque porzioni di antichi letti del fiume erosi in alcuni antichi periodi interglaciali

I terreni ferrettizzati

Ciottoli, ghiaie e sabbie, ovvero i detriti che formano i terrazzi, vengono bagnati e attraversati dalle piogge per migliaia e questo fa sciogliere e porta in profondità diversi sali minerali, soprattutto il calcio. Il suolo superficiale quindi, carente di sali minerali, diventa più acido e tende a una colorazione bruno-rossastra perché il ferro che si trova al suono interno “arrugginisce”, si ossida formando idrossido ferrico dal caratteristico colore. Questo è un processo lungo che può durare centinaia di migliaia di anni e crea terreni poveri di nutrienti, acidi, in netto contrasto con la maggioranza dei terreni romagnoli che sono a reazione neutra o basica.

La flora dei terreni ferrettizzati

L’insieme delle specie vegetali spontanee o naturalizzate – la flora – che cresce in questi terreni acidi è rara ed estremamente localizzata. Ci sono alberi come il Cerro (Quercus cerris) e la Rovere (Quercus petraea) che sovrastano cespugli come il Nespolo (Mespilus germanica), il Cisto rosso (Cistus creticus), il Cisto femmina (Cistus salviifolius), la Ginestra dei Carbonai (Cytisus scoparius) la Radica (Erica arborea) e il Brugo (Calluna vulgaris – oggi estinto nelle basse colline ma un tempo ben presente) che si alternano con alcune piante erbacee come il Dente di Cane (Erythronium dens-canis), il Garofano a mazzeti (Dianthus armeria) e alcune Orchidee.

 

Per approfondire dai un’occhiata al nostro archivio dove puoi trovare tra le altre cose il libro di Pietro Zangheri sulla vegetazione nei terreni ferrettizzati.

Scritto da: Paolo Laghi